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L' INIZIO
 

Giuro di dire la verità. Null’altro che la verità.
Certo, dal mio punto di vista.
Quando il bisogno di scrivere diventa urgente, la penna scorre sul foglio da sola, ed è un impeto di ricordi e sensazioni. Come nel largo letto di un fiume in piena, un’onda di rabbia, sogni, dolcezze, amarezze e tante cose ancora, tutte insieme, mi travolge.
Alcuni ricordi fermano il pensiero e la penna fa il resto; altri ancora rimangono incapsulati nella memoria.
Questa non è una storia o un diario inventato. Non saprei inventare; a che scopo, quando la mia storia personale è più drammatica, straordinaria e assurda di una fiction?
E poi mi costerebbe troppa fatica.
Basta che io apra il sipario della mia vita, e sono sommersa dai ricordi: se sono pronta, la penna scorre veloce sul foglio. E’ come uno stato di levità che mi consente di essere lesta, come guardando le cose dall’alto. Le fisso sulla carta e le dedico ai miei nipoti, diretti ed indiretti: hanno diritto di conoscere le loro radici familiari ed i mille rivoli di questo fiume, che inevitabilmente porta a loro.













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